C’è uno strano postulato nel Sacro Libro delle Leggi Naturali - precisamente alla voce “Delusioni Amorose” - che apre un divario invalicabile fra il genere maschile e quello femminile. Certo, bisognerebbe prima esplorare il capitolo “Ragioni del due di picche” (ci sarà un motivo, se t’ha mollato/a), e quindi andare direttamente a constatare la natura del rapporto: frequenza delle cenette romantiche, qualità delle prestazioni sessuali, colore della biancheria intima, livello di attaccamento ai maroni (questi, grosso modo, i punti fondamentali da esaminare).
Ma voglio occuparmi questa volta delle conseguenze dell’abbandono – non dell’amore, come il bel film di Paolo Sorrentino.
Questa settimana ho scoperto che le reazioni degli uomini alla parola FINE sono assai diverse da quelle delle donne, un po’ come le abitudini alimentari di Galeazzi sono diverse da quelle di Flavia Vento.
E’ una chiara dimensione dei tempi moderni (o post-moderni?): gli uomini non sono incapaci di voltare pagina, di capire quando il Big Ben ha detto stop, aria, adiòs, di prendere il largo, di smollare le chiappe.
Insomma, di farsene una santa ragione.
Cerchiamo di analizzare lucidamente la situazione.
Quando una donna viene mollata, la sua disperazione si concretizza in:
a) fiondarsi a casa dell’amica del cuore, magari irrompendo nella serata romantica più importante della sua vita con annessa richiesta di matrimonio, per raccontarle per filo e per segno come quel pezzo di merda ha osato sfruttarla;
b) trascorrere dalle 30 alle 35 ore filate sul divano, per riguardare tutte le registrazioni dei trentacinque anni di Beautiful e ingurgitare gelato variegato al tiramisù con granella di nocciola e pezzetti di cioccolato fondente;
c) abbonarsi a 12 mesi di palestra, per smaltire il gelato al tiramisù e magari ottenere il numero del fisioterapista.
E viene definitivamente superata grazie a:
d) l’amica del cuore, ormai felicemente fidanzata e prossima alle nozze, che le regala un fantastico week end di shopping sfrenato in centro;
e) il fisioterapista, che si rivela anche un ottimo massaggiatore;
d) un fantastico paio di sandali nuovi con la zeppa da fare invidia a Luxuria.
e) e, meraviglia delle meraviglie, un fantastico paio di mutande nuove, col pizzo violetto in stile retrò, la bordatura zebrata e la nuova forma anatomica “contieni chiappe”.
Passiamo all’uomo, che quando viene cannato:
a) trascorre notti intere di veglia solitaria, passeggiando per le strade deserte, interrogandosi sul senso della propria dolorosa esistenza e sul perché della crudeltà umana;
b) si fionda a casa di tutti gli amici/amiche/conoscenti/parenti per raccontare gli sviluppi della sua storia con lei: dal momento in cui per la prima volta il suo sguardo incrociò le mutandine sotto la minigonna (per sbaglio, ovviamente, stavo raccogliendo la forchetta…), alla serata in cui lei gli chiese un po’ di tempo per pensare (e certamente si sarà dimenticata di avvisarmi che ha finito), senza tralasciare i dettagli relativi all’intesa sessuale (non capisco, mi diceva sempre che adorava il mio clarinetto (vedi nota canzone di Renzo Arbore).
c) non tralascia, ovviamente, le improvvisate a casa/università/ufficio/mensa/casadeigenitori/asilonidodelfratello di Lei, giusto per ricordarle che non può finire tutto così, siamo fatti l’uno per l’altra e poi che ti ho fatto di male? (Quest’ultima, poi, è una costante);
d) massacra tutti i contatti della lista Messenger, per completare l’opera di autocommiserazione con conversazioni del tipo:
- Non capisco, l’ho trattata come una regina, non le ho fatto mancare niente, e adesso mi viene a dire che vuole riflettere!
- Beh, capitano momenti di confusione mentale, a volte (me la immagino, come starà riflettendo, poerella…)
- Ma io non le impedisco di prendersi del tempo per capirsi: le ho anche detto che sono disposto a starle vicino, e che supereremo questa sua crisi insieme.
- E lei?
- Dice che vuole stare da sola e che non ci sarà possibilità di ripresa per noi
- Mi sembra sia stata abbastanza chiara (più chiara di così, ci manca che ti appiccica in fronte l’etichetta di stronzo patetico)
- Ma quando stavamo assieme diceva che per lei ero un angelo, un dono del cielo…
- Le cose cambiano… (ma perché, perché proprio io, porcaccia la miseriaccia??)
- Non può essere: non le ho fatto nessuna cattiveria, mi sono comportato benissimo
- Magari si accorgerà dell’errore e tornerà. Un giorno. (ma anche no.)
- Quando la chiamo non risponde, quando la aspetto sotto casa mi caccia in malo modo e scappa via.
- Ehmm… non saranno dei segnali? (ma no, di sicuro vuole dirti che non può fare a meno di te)
- Le ho anche regalato un anello di brillanti per farla tornare da me
- L’ha accettato? (E’ incredibile come gli uomini siano disposti a spendere un patrimonio solo nei casi irrecuperabili!)
- Certo. Solo che poi aveva un’appuntamento dall’estetista, per cui non ha potuto accettare l’invito a cena.
- Eh già, questi estetisti: danno gli appuntamenti sempre nei giorni sbagliati… (dovrei prendere lezioni da ‘sta tizia)
- Ma non me ne faccio una ragione. Ho la coscienza a posto, io…non le ho fatto mai una cattiveria!
- Ehm… (aridaje!) Cerca di distrarti. Non so, gioca a calcetto, svuota il freezer. Fai la dichiarazione dei redditi…
- Non ce la faccio non ce la faccio. Sono un uomo distrutto.
- …
- Ce lo dicevano tutti, che eravamo una coppia perfetta!
- …
- Pure mia madre ce lo diceva.
- …
- Dai, cosa mi consigli?
- Eeeh???
Tristezza.
Uomini moderni dei tempi moderni.
Ma la soluzione sta in un paio di mutande nuove: è così difficile da capire?
Is this the real life
Is this just fantasy
Caught in a landslide
No escape from reality