venerdì, 13 aprile 2007
author: Semra @ 01:29
category: quotidianità non-sense, fun-cazzismo, escursioni mentali, cronache dalla terra
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Commenti
#1    13 Aprile 2007 - 02:11
 
Dopo una giornata passata a rincorrere pensieri alterni, contrastanti ma tutti indirizzati sulla stessa strada, eccomi qui. Mi piace troppo leggerti, ti leggo come si legge un racconto che deve un po' lavare la giornata, un po' incastrarsi tra i pensieri di cui sopra. Sono a Miami, un po' casa, un po' non-casa. Ti abbraccio!
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#2    13 Aprile 2007 - 15:55
 
Wow! Me lo segno sto libro! Grazie! Però... bella mania quella di sistemare i libri secondo la casa editrice... io nella libreria appena montata li ho sistemati stavolta in ordine di genere letterario.... sono abbastanza fuori di testa? :-)))) Ciao buon weekend!
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#3    13 Aprile 2007 - 18:34
 
[@ Marco]
Ecco: se fosse Miami la mia non-casa, sarebbe già una svolta. Davvero.
Ma con due non-case nella stessa città, non è proprio il massimo. La mia prossima non-casa la voglio a Praga. O a Calcutta, dove potrò colorarmi le piante dei piedi con l'henné e mettermi un velo da sposa rosso.
Sono contenta che tu sia qui, sempre. Anche da Miami.

[@ Zidora]
Segna, segna. Con Eugenides vai a colpo sicuro. Se poi vuoi fare l'en plain, prova anche Middlesex.
L'ordine per genere letterario può essere una buona idea. Ovviamente ho già provato anche quello, con scarso successo. Stranamente, mi sento più felice quando vedo Douglas Adams in mezzo tra Wittgenstein e i Dialoghi di Luciano.
Fuori di testa è bello. ^_*
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#4    13 Aprile 2007 - 20:02
 
Bella la recensione. In casa (non letto) ho solo Middlesex, di Eugenides. Ma ora grazie a te ho voglia di leggere l'altro. Oh, la short list di Emmebì temo non sia scaricabile. A presto e buon fine settimana. (Gaia)
utente anonimo

#5    13 Aprile 2007 - 20:21
 
Non riesco a immaginare come sarebbe "ricevere un getto d’acqua bollente sulla schiena mentre un violino suona dietro alla porta del bagno". Cioè, mi viene in mente che griderei aiuto e chiederei al tipo che suona il violino di venire a darmi una mano a rendere inoffensivo il tipo che mi sta innaffiando la schiena con getti d'acqua bollente.

Però, sta di fatto che "Le vergini suicide" è un capolavoro.
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#6    13 Aprile 2007 - 20:26
 
(ah, a casa mia l'ordine dei libri lo ha stabilito la signora che si occupa delle pulizie. Un giorno sono partito per la Sicilia per alcuni giorni: avevo l'obiettivo di assistere ad alcune tragedie greche in un teatro di Siracusa, e di trascorrere il resto del tempo a scopare una certa donna in un albergo di Siracusa. Quando ho informato la signora che fa le pulizie a casa mia della partenza, lei ha detto: "Bene, così ne approfitto per spolverare a fondo le librerie". Al mio ritorno, ho scoperto che si era appassionata all'impresa oltre ogni ragionevolezza: aveva spostato tutti libri per spolverarli a li aveva risistemati completamente a cazzo. Spinoza vicino a Ballard, James M. Cain attaccato ai saggi di Lacan, libri di arte visiva in mezzo ai romanzi, etc. etc. Risultato: poiché i libri in casa mia sono più di 3500, non troverò mai più un cazzo.)
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#7    14 Aprile 2007 - 18:09
 
Quand'è che hai preso la decisione?
Da te piove incessantemente
Qui invece c'è un sole del diavolo
Mi hanno detto che ti sei trovato un altro cicisbeo,
e che a letto continui ad andare senza le mutandine
Però sei disordinata, cicche dappertutto
e libri che muoiono nelle loro copertine patinate

Ma quand'è che l'hai deciso? di punto in bianco?
Sei andata al cine con le amiche
Chissà che ti hanno consigliato, sei una testa calda
Sono tanti anni che ti conosco e non sei cambiata
Forse è un difetto, forse no
Io so solo che mi telefoni ogni morto di papa

Avevi promesso di darmi tue notizie
E allora perché vengo a sapere della tua vita
dai chi che poi mi tocca prendere a pugni?

Quand'è che hai deciso di darci un taglio?

Volevi vedere le Sette Meraviglie e farti i Sette Falli
E invece adesso mi vedo costretto a reggerti la mano
Confondi come allora il reale coi sogni
E come sempre cerco ti reggerti in piedi
prima che tu ti possa fare male sul serio
Ma davvero non so per quanto potrò reggere
Questa situazione mi sta scivolando dalle dita
come miele rubato dalla bocca della verità

La verginità l'hai persa tanto tempo fa
Non sarà il mio affetto per te a farti tornare follia intera
Così non mi spiego perché continui
ad entrare e uscire dalla mia vita a capriccio
Ti ho dato molto e molto poco ho ricevuto
Così non mi spiego proprio perché sono attaccato a te
Avrei dovuto lasciarti già parecchio tempo fa
E' un assurdo quello che mi costringi a vivere

Ma se è per non farti morire
allora sopporterò, continuerò a sopportare:
non sopporterei l'idea di perderti
anche se non sei più mia da tanto, da tanto...

Beppe


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#8    15 Aprile 2007 - 00:52
 
MI sento meno solo con le mie fissazioni di catalogazione e ossessioni varie.
Eugenides è un genio, con soli due libri pubblicati, ma son due capolavori. Per quanto mi riguarda Middlesex è uno dei libri più belli degli ultimi dieci anni.
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#9    15 Aprile 2007 - 01:13
 
[@ Gaia]
Non direttamente dal suo blog, ma guardare i titoli e scaricarli attraverso validi supporti esterni è possibile, oh, eccome se lo è. :-P
Sono felice di averti trasmesso il Morbo Eugenides. Ovvio che aspetto di confrontarmi con te.

[@ Davide Licenziamento]
Potremmo anche dire che è come ricevere una violinata sulla schiena mentre un getto d'acqua bollente scorre dolcemente dietro la porta. Dipende dai punti di vista, tutto è relativo, eccetera.
Le vergini suicide è un capolavoro e io da questo preciso istante odio ufficialmente la tua signora delle pulizie (detta anche: la signora delle tue pulizie). Perché odio tutti quelli che mettono i libri in ordine sparso & casuale. Per esempio adesso, che sono nella mia non-casa, ci ho messo quaranta minuti prima di trovare Majakovskij, fra manuali di cinema orientale e Dylan Dog e Sharpe e guide della Lonely Planet. Assurdo.
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#10    15 Aprile 2007 - 01:19
 
[@ Iannozzi]
Sono ancora tua
se mi vuoi.
Sarò ancora tua
se vorrai prendermi.
Non se vorrai salvarmi.

S
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#11    15 Aprile 2007 - 01:22
 
[@ NoodlesD]
Pensa se avessimo tutti le stesse identiche fissazioni: non la finiremmo più di fare a gara a chi si fissa meglio e di più. Metteremmo i libri anche in ordine di font. Sarebbe il delirio, la fine. Per fortuna ognuno si fissa a modo suo.
Ti quoto in toto la sentenza su Middlesex. Capolavoro. C'è poco da discutere.
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#12    15 Aprile 2007 - 11:28
 
prevert ha scritto poesie bellissime.. peccato che non siano conosciute... Ho provato le tue stesse sensazioni leggendo le vergini suicide.. un sorriso da una giornata che dedico alla musica ;-)
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#13    15 Aprile 2007 - 21:56
 
di Eugenides ho middlesex che ho comprato quando l'ho visto ad un incontro per il festival della letteratura a Mantova. Però devo ancora leggerlo..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente deliriocinefilo

#14    16 Aprile 2007 - 06:39
 
Col sorriso colto dalla prima alba
mi assicuri che se solo lo voglio
quel sogno che per anni e anni
ho nutrito potrebbe farsi vero,
che potresti esser mia sin d'ora
abbattendo le porte dell'eternità

Dovrei crederti sulla parola
e null'altro aggiungere
perché il cuore nel desio
rimanga a macerare
Almeno questa illusione
dovrei tener in vita
Dovrei crederti sulla parola
per quella tua follia che amo

Non ti salverò,
ma non perché non vuoi:
non sono stato capace
di salvarmi da te
e il resto non ci appartiene
ché nella storia è già diluito

Beppe

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#15    16 Aprile 2007 - 07:26
 
Tu, Follia, Dolce Follia, mi hai chiamato Iannozzi. Oddio, mi sento mancare. Non Beppe e nemmeno Giuseppe. O Pino. No, tu mi hai chiamato Iannozzi, come fossi un estraneo, un mostro, uno scarafaggio da metter sotto le ciabattine senza pietà.

Ecco, avanti, schiaccia pure lo scarafaggio che sono insieme al mio cuore.



Avanti, non esitare. Non prolungare la mia agonia. Schiacciami e facciamola finita. :-(

Piperno m'è piaciuto proprio per niente. Per certi versi ho trovato più stimolante "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire". Un romanzetto harmony, perlomeno per me, con tante ambizioni dentro ma nessuna portata realmente a termine.

"Le vergini suicide" è uno dei romanzi contemporanei che amo di più: è sì vero che si sa sin dall'inizio come finirà, ma c'è dell'altro: capire perché queste vergini sono suicide. E' un investigare nella società benestante americana, nei suoi vizi.

Bacioni Mia Dolce Follia

Pino lo Scarafaggio :-(
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#16    16 Aprile 2007 - 09:04
 
Se vieni da me
c'è qualcosa per te
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#17    25 Aprile 2007 - 14:00
 
Mi riprometto di leggerlo, ma ancora non l'ho fatto..a prestissimo la mia recensione..

Un abbraccio

Ellen
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#18    19 Maggio 2007 - 22:30
 
Ti consiglio anche il film (di Sofia Coppola): fedelissimo al romanzo, intenso, con una straordinaria Kathleen Turner nei panni della bigottissima mater familias..
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#19    27 Agosto 2007 - 23:38
 
Avevi ragione su Le vergini suicide. Ora passo a Middlesex.
Gaia
p.s. Ma dove sei finita?
utente anonimo

Commenti

Luce gialla e tabacco sfuso un po’ ovunque. Potrei cominciare il post con un tragico panegirico sulla mia frustrante condizione di nomade involontaria, sbattuta da una non-casa all’altra, amareggiata dai tentativi infruttuosi di dare una dimora stabile ai miei libri e ai miei calzini, sconvolta dalla repentinità dei cambiamenti di umore nelle relazioni umane, a tratti desiderosa di convertirmi alla religione dei clochard.
Ma non lo farò.

 

Da qualche giorno sono ossessionata dalle ossessioni. Non riesco a non averne, e se mi accorgo di averne troppo poche, le cerco, le invento. Però quando le trovo, mi sento in pace con me stessa. Soddisfare piccole nevrosi mi rende serena.
Per esempio oggi. Sistemare i libri in ordine di casa editrice mi ha regalato attimi di gioia allo stato puro. Difficile è stato mantenere la pace dei sensi quando oltre all’ordine per casa editrice il mio fallace senso del razionale ha tentato di sovrapporre ulteriori ordini: per colore, per forma, per grandezza, alfabetico, cronologico. Ho pensato che sarebbe stato bello avere questi ordini tutti insieme. Un ordine unico, circolare e generale. Evidentemente però, le case editrici trovano più rasserenante produrre decine di collane con nomi assurdi, colori male assortiti, forme e caratteri opposti. Una tragedia per la mia nevrosi, insomma.

 

L’ho finito. Le vergini suicide. Jeffrey Eugenides. E adesso mi sento svuotata. Finalmente, qualcuno che quanto a contraddizioni mi supera.

eugenides - le vergini suicide

Forte e delicato. Come ricevere un getto d’acqua bollente sulla schiena mentre un violino suona dietro alla porta del bagno. Intenso. Emozionante.
Drammatico e poetico.
Coinvolgente anche se il narratore collettivo si sforza di essere obiettivo: un’indagine scientifica infarcita di emozioni, di riflessioni personali, di ricordi.

E’ molto strano: Eugenides ha rivelato già nelle prime pagine del romanzo come sarebbe andata a finire. E, nonostante questo, la curiosità mi ha divorato come un tarlo fino all’ultimo maledetto punto. Sapevo già tutto: cinque sorelle, il primo suicidio e poi gli altri, la morte come condivisione. Eppure: sono rimasta incantata fino all’ultima pagina, mi sono rammaricata, ho provato sdegno, ho sorriso fino alla fine. Nessun capovolgimento di fronte, nessun colpo di scena studiato ad arte. Tutto era già scritto. E ha funzionato. L’intreccio di quotidianità e sogno, la contrapposizione tra le metafore poetiche, mai banali, e i fatti così crudi, così terribilmente concreti.

La storia è là, davanti ai vostri occhi – cinque sorelle scelgono di suicidarsi e nessuno sa perché – e se pensate di aspettare la fine per sbrogliare l’intera matassa di interrogativi, non arrabbiatevi se resterete con un paio di scarpe sbiadite fra le mani, e una spazzola e uno specchio rotto e vecchi medicinali. L’unico modo per sentirsi un po’ meno fantasmi è toccarsi.

sofia coppola - il giardino delle vergini suicide