category: cronache dalla terra
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Premesso che ho deciso tutto all'ultimo istante. Premesso che questa partenza improvvisata non mi ha impedito di essere la turista per caso piu' cool del momento grazie alla mia meravigliosa moleskine di Barcellona (fig.1). Premesso anche che questo Word e' rincoglionito e dunque se leggerete "personalísima" o "quinde" la colpa e' sua che continua a farmi una correzione automatica non richiesta.
La signora che ho incontrato al gate 19, ottantenne, fazzoletto sulla testa e bastone alla mano, mi ha suggerito che le gerarchie ci sono sempre state e ci saranno sempre. Anche quando ci si vuole bene. Anche nel modo in cui ci si vuole bene. Gli occhi velati da quella patina trasparente che marchia inesorabilmente la vecchiaia, sta andando a trovare i suoi due nipoti a Parigi e finge una clamorosa indolenza. Scuote la testa e con aria stanca dice: cosa mi stanno facendo fare. Cosa mi stanno facendo fare. Due volte, lo dice, cosi`. E scuote la testa, come per dire mi costringono, non sono io. Mi costringono. L'ultimo aereo che ha preso, destinazione Irlanda, e' partito nel '76. E adesso, a ottant'anni suonati o forse piu', si mette in viaggio per andare a vedere i nipoti che la reclamano da Parigi.
Non sta piu` nella pelle, ma non puo` permettersi di farlo trapelare. Le gerarchie vanno rispettate, a costo di apparire orgogliosi.
Barcellona e` la capitale dell'apparenza. Ramblas infinite che ti sbattono in faccia costruzioni imponenti, filari di alberi, negozi e negozi, ristoranti italiani indiani portoricani pakistani koreani musulmani. Non ho ancora visto neanche per sbaglio un solo ristorante tipico della citta'.












