sabato, 19 maggio 2007
author: Semra @ 16:02
category: quotidianità non-sense, escursioni mentali
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Commenti
#1    19 Maggio 2007 - 17:29
 
Mi basta leggere l'incipit di un qualsiasi dei tuoi post che qualcosa in me dice: "Ci siamo".

E' così, riconosco il talento a pelle. Don't need anything more....

Buon week end a te!

Ellen

P.s. Se ami anche il cinema d'essai e la fotografia sei la mia gemella separata alla nascita!
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#2    19 Maggio 2007 - 17:32
 
La mia ragazza pazza


Chi ha torturato quel tuo pezzo
Chi ha osato cambiarlo
solo perché avevi le dita sporche
di unto, di pizza al pomodoro?

Da quando sei andata via
ho fumato il cervello minuto dopo minuto
cercando invano una ragione valida
Ho guardato nel cassonetto
dove raccolgo i sogni e i dispetti
che covo dentro al petto,
e ho trovato soltanto l'imbarazzo
d'un rutto, d'un ubriaco senza né casa né lavoro
Mi ha quasi strozzato
Poi m'ha mandato a farmi in culo
con una gentilezza tutta sua

Chi ha tagliato il titolo
che avevi dato al tuo articolo migliore?
Però, ad essere sincero, io ricordo poco,
solamente l'orlo vergine delle tue mutandine
e il calore dei tuoi piccoli seni
e il sapore animale di latte...

Se devo essere sincero sino in fondo
ho pensato di tagliarmi la gola
perché senza di te la vita era una capra
bella e pecorina quanto un uomo solo vuole
ma pur sempre vuota di qualsivoglia poesia

Adesso, ti prego, se mi ami
porgimi la bocca
Dammi una mano, una mano
a risalire la china
Adesso, ti prego, in ginocchio:
se è vero che mi ami un poco
sbattimi in faccia una santa visione,
il tuo corpo bianco e nudo, caldo
d'eccitazione
Ti prego, non offenderti
Non l'ho mai fatto con tanta schiettezza
E' che sei la ragazza pazza che amo
Io e te, sei tu che io amo
Così ti prego soltanto
aiutami a risalire la china
Ti prego in ginocchio:
aiutami, aiutami a tornare in te
come uomo

^_____^'''



Ehm... una mano e la tua bocca anche. ^____* Però fallo con amore. Se mi devi sculacciare, sempre con amore, perché sono un uomo molto sensibile anche se non si direbbe, Patatina.



Patatina, posso dirlo? E io lo dico. M'è venuta su un'erezione pazzesca. ^___^''' E non è una matita. Sei tornata... smaaackkk. I love you.

Rispondi a tutte le domande?
Oddio! Mo' vengo nelle mutande. Non sarà fine... ^____^'''

Ok, ho capito, sembro un vecchio scimmione arrapato ma è che mi piaci, che ci posso fare se mi piaci? ^____^

Beppe
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#3    19 Maggio 2007 - 18:28
 
Nei tuoi pensieri stralci dei miei, che non scrivo ma che vivo.
Che nostalgia...
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#4    19 Maggio 2007 - 18:44
 
[@ Ellen]

Ci siamo, stavolta lo dico io. Caspita, sono quasi emozionata! Cara gemella, ti annuncio che siamo vicine anche sul cinema d'essai e sulla fotografia.
E se salta fuori qualcos'altro comincio a preoccuparmi sul serio...

[@ Iannox]

Solo tu sei capace di mettere in versi la pizza al pomodoro e l'erezione. Ti dò una mano e mi faccio pure chiamare Patatina, Giuseppe, perché sei sempre il mio adorabile scimmione arrapato!

[AromaEssenziale]

Anche tu nostalgia di pizze lontane? Aroma: è bello ritrovarsi nelle emozioni...ma il tuo nick non mi aiuterà certo a non pensare alla pizza dell'arabo!
Scherzo *_^ Torna presto!
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#5    19 Maggio 2007 - 19:23
 
Ah Ah Ah
In effetti sì, raccolgo dal quotidiano per scrivere. Una cara amica mi chiamava "predatore di idee". Chissà se mi legge ancora e che fine ha fatto, se i suoi sogni li ha poi realizzati.

Ma qual è l'articolo che ti hanno sforbiciato?
Se è in Rete avrei piacere di leggerlo: me lo puoi dire anche in pvt...

Allora non mi devo preoccupare: sono ancora il tuo scimmione. Arrapato, ovviamente!

Lo so. Credo non sia possibile resistere al fascino di Freddie: era un vero cantante, d'una sensualità esorbitante. Uno dei pochissimi con una voce strepitosa, carica di pathos, anche quando cantava semplici canzonette, e uno showman che non si risparmiava. La sua voce trasformava in poesia le parole, poco importava che significato avessero queste, se le frasi erano scontate, perché dominava la voce. Solo la Callas mi produce lo stesso effetto, seppur in maniera diversa. Freddie arriva dritto al cuore: non a caso era un melomane, e a mio avviso avrebbe potuto far tranquillamente il cantante d'opera piuttosto che il rocker. La morte di Freddie è stato il colpo finale, perché di personaggi così immensi non ce ne sono più, neanche tra quelli ancora in vita. C'è stata e continua ad esserci autentica commozione per Freddie, da parte delle generazioni che l'hanno conosciuto e da quelle che l'hanno conosciuto dopo. Credo che Mercury abbia parzialmente obnubilato i seppur grandissimi John Lennon, Jim Morrison, Jimi Hendrix, Nick Drake, Jeff Buckley, Kurt Cobain.

Quando ero un ventenne coi capelli, sì, me li ero fatti i baffi. Oggi sarei ridicolo. Non dico d'esser vecchio, ma c'è un tempo per tutto e i baffi oggi stonerebbero: con la calvizie i baffi solamente sono davvero brutti in un uomo.

Il tuo scimmione arrapato!
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#6    20 Maggio 2007 - 02:08
 
Ritrovarsi nelle emozioni credo sia qualcosa di molto profondo e particolare... io preferisco la pizza napoletana però... ;-)
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#7    20 Maggio 2007 - 09:46
 
Ti capisco; io non sono un grande appassionato di pizza, anzi... però la ricerca del tempo perduto è una delle mie ossessioni. Anzi, ogni tanto invece di accontentarmi del (pur ottimo) caffè del bar all'angolo tra Piazza Esquilino e Via Carlo Alberto, allungo la pausa pranzo e prendo la metro apposta per godermi il caffè 100% arabica di Ciòccolati in Via Appia Nuova, che molto amai in tempi non troppo remoti.
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#8    20 Maggio 2007 - 19:47
 
Tra poco ti accorgerai che non ti dimenticherai chi sei, in fondo ci si ritrova sempre. E profumi, gusti e anche rumori, a volte ci fanno ricordare cose "antiche" e ci fanno "ritrovare" un po' di +...
E' sempre bello leggerti! :-) Buona settimana
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#9    20 Maggio 2007 - 21:05
 
Bentornata in queste giornate di carte scricchiolanti e fermate d'autobus. (Gaia)
utente anonimo

#10    21 Maggio 2007 - 06:28
 
Patatina, avanti, su, svegliati.
Devi essere mia.

Come?
Hai sonno...
Uhmmmm...
D'acccordo, t'impacchetto e ti porto via insieme al tuo lettino.
Eh Eh Eh


Ecco fatto, impacchettata.
Dormi, dormi, dormi che al tuo risveglio ti ritroverai nella casetta dell'orco. :-D

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#11    21 Maggio 2007 - 06:53
 
Bentornata! Mi piace sempre legggerti, dici cose molto vere in modo ironico, sensato e fai pensare.
Succede anche a me di soffermarmi su particolari apparentemente senza significato... e invece ti portano a pensare in modo più ampio. Scappare?? Magari...
Un bacio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente marcobus

#12    21 Maggio 2007 - 17:53
 
La recherche , che avvenga tramite la pizza o una piccola e discreta madeleine annegata in una tazza da the,è sempre terrificante. Chi eravamo e chi siamo, scoprire come e quanto il tempo ci ha cambiato....non è facile. Ma l'ironia aiuta e molto, e tu ne sei dotata. It's such a wonderful gift! Treasure it. Always.
Rachel
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#13    24 Maggio 2007 - 06:10
 
Passavo di qui... e siccome ultimamente mi capita sempre più di rado di trovare il tempo e la voglia di girare per blog... petta che lascio un segnino anche qui da te!! SMACK!! Buona giornata!
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#14    24 Maggio 2007 - 15:56
 
Senti, Bambolina, tendi più al biondo che non al bruno. E poi è chiaro che non sei una maggiorata: hai una seconda, bene. Lo so bene. Infatti la giffina è umoristica: non vedi come si gonfia tutto. ^^ Oddio, a me si gonfia qualcos'altro e non gli basta una seconda. ^___^'''

Io ti immagino così, quindi LASCIAMI GODERE IN PACE, non far franare le MIE ILLUSIONI. ^____*

O sei piuttosto così:



Voi donne! Eppure non farei a meno un solo istante dei vostri eterni capricci ed insoddisfazioni. :-D

SMACKKKK

Beppe
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#15    25 Maggio 2007 - 17:43
 
Non c'è più giustizia... :-(((
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#16    15 Giugno 2007 - 10:33
 
no però. ma sai che. alla fine. white stripes.

I just don't know what to do with myself
I don't know what to do with myself
planning everything for two
doing everything with you
and now that we're through
I just don't know what to do

I just don't know what to do with myself
I don't know what to do with myself
movies only make me sad
parties make me feel as bad
cause I'm not with you
I just don't know what to do

like a summer rose
needs the sun and rain
I need your sweet love
to beat love away

well I don't know what to do with myself
just don't know what to do with myself
planning everything for two
doing everything with you
and now that we're through
I just don't know what to do

like a summer rose
needs the sun and rain
I need your sweet love
to beat love away

I just don't know what to do with myself
just don't know what to do with myself
just don't know what to do with myself
I don't know what to do with myself
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente unpoapolide

#17    15 Giugno 2007 - 12:16
 
Alla fine, ma anche all'inizio. Ci stanno sempre bene, loro.
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Commenti

I just don’t know what to do with myself.

È uscito un mio articolo con un titolo orribile dato da chissachi. Sono andata a un colloquio per fare l’hostess e alla domanda cosa non vorresti fare nella vita ho risposto l’hostess. Sono rientrata alle due di notte e mi sono svegliata alle tre perché il mio coinquilino ubriaco ha pensato di poter dar prova della sua mascolinità rovesciando divani e sedie spegnendosi sigarette sulle braccia picchiando la sua fidanzata e urlando viva l’anarchia. Ecco che giorni sono.
Giorni di allergia e indolenza perenne. Di fazzoletti che non bastano mai e polline che si insinua negli occhi e nelle narici, di starnuti soffocati alla lezione di biblioteconomia. Giorni in cui le ore sembrano rimpicciolite e la biancheria sporca si moltiplica, diventa una montagna di biancheria sporca, e i batteri e i sensi di colpa proliferano che è una bellezza.

Però. Però il cielo è tornato blu: Roma inquinata strombazzante e col traffico nauseante, il frigo sporco e vuoto, il coinquilino ubriaco di nuovo sobrio e innamorato, la coinquilina malmenata di nuovo in salute e innamorata. Il vento improvvisamente furioso, i miei capelli sempre annodati, e da dieci giorni mangio tranci di pizza alla fermata del novanta. Questa nuova pizza, la pizza del cinese alla fermata del novanta, non ha nulla a che vedere con quella dell’arabo di piazza De Cristoforis. A volte cerco di ritrovare nella crosta e nella mozzarella il ricordo di un sapore che non voglio dimenticare. Ogni morso è un tentativo, ma mentre mastico il nuovo sapore si mescola col ricordo e mi lascia confusa. Sulla lingua e sul palato e nello stomaco questo sapore non è mai quello giusto e mi viene voglia di prendere autobus metro e altro autobus, volare dall’altra parte della città per addentare un trancio di pizza dell’anno scorso, guardare l’arabo negli occhi e chiedergli com’ero io quando venivo qui. Sono cambiata? E tu, senza di me, sopravvivi?

Ci sono giorni in cui provo a raccontarla, questa mia ricerca persa nelle papille gustative e nello sforzo di ricordare. Ma sono parole che rimangono sospese nel vuoto, fra la mia bocca e la crosta bruciata, perché nessuno è capace di guardare oltre il disprezzo per il pomodoro troppo poco cotto e intuire che, in fondo, ho solo paura. Sì. Ho paura, e per un morso di pizza del cinese alla fermata del novanta capisco che ci sono finestre da cui non posso guardare. Ho paura di me, che mi dimentico chi sono, chi ero qualche morso fa, in un’altra casa con qualche mese di meno. Ho paura e non riesco a farlo capire nemmeno masticando più piano. Ho paura e credo sia grave, perché bastano i rumori della carta della pizza a farmi venire voglia di scappare.