category: quotidianità non-sense, escursioni mentali
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Premesso che sono giorni in cui io e la coerenza siamo abbastanza in rotta, e che comunque ci siamo sempre parlate poco, guardate in cagnesco e pacificamente evitate, mi sento come un granello di polvere in una cattedrale. Troppe cose da vedere, troppe cose da sentire, niente su cui incastrarsi. Sbatto la testa senza fermarmi, lascio i libri a metà, mi dimentico i nomi, sono attratta da tutto e da niente. Mi manca la forza di gravità negli occhi, che appena li lascio cadere su qualcosa mi portano altrove, spinti da connessioni senza senso.
Lentamente, inesorabilmente.
Le cose mi sfuggono e faccio sogni imbarazzanti che non ho mai fatto, di sangue e adrenalina, di quelli che ti fanno svegliare sudata e con un poco promettente principio di emicrania.
Le giornate mi scivolano addosso come gelatina sullo specchio. Se mi chiedi come sto ti rispondo sto bene e poi passo la giornata a chiedermi se è vero.
Come sto?
Mi gira la testa. Ho sempre freddo e paura di ammalarmi e invecchiare. Mi sento una visionaria, una pentita, una che parla e non conclude.











