category: fun-cazzismo, espressed desires, expressed desires
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Non voglio mica la luna
Chiedo soltanto un momento
Per riscaldarmi la pelle
Guardare le stelle
E avere più tempo più tempo per me.
Visto che quando avevo sette anni mia mamma mi diceva scrivi la Lista delle cose che desideri, ché poi se fai la brava le avrai tutte per il tuo compleanno. E visto che puntualmente la sacra famiglia tutta se ne strainfischiava della mia lista superaccurata con tanto di ghirigori e cuoricini rossi tutt’intorno e preferiva affidarsi al proprio gusto personale e regalarmi barbie fighettine in costume da bagno e puzzles clementoni per bimbi cerebrolesi. Ho deciso di dar(mi?vi?) una seconda possibilità.
Ebbene sì, scriverò una lista. In vista del mio prossimo catastrofico compleanno. Se poi volete anche i ghirigori e i cuoricini basterà farmi un fischio o inviarmi un messaggio privato e io mi fionderò a casa vostra armata di pennarello rosso per decorare lo schermo ultrapiatto del vostro portatile da tremila euro e rotti.
Naturalmente, e sottolineo naturalmente, le cose sono un tantino cambiate da quando avevo sette anni. L’aspettativa di vita è cresciuta, hanno inventato il cellulare e chi vuol essere milionario, il business è nelle mani del mercato dei farmaci dimagranti, è nato il grande fratello, abbiamo conosciuto Lory Del Santo e Riccardo Scamarcio, si sono succeduti i governi e le missitalia, nei nostri portafogli sono (s)comparse monetine dal buffo nome di euro, eccetera eccetera. Dunque, con tutti questi cambiamenti, non poteva non cambiare anche la portata dei miei desideri. No?
Orbene, bando alle ciance, ecco la Lista, in ordine sparso di importanza:
- un corso intensivo di lingua russa
- l’intera serie Bone autografata da Jeff Smith
- una trentina di cfu sul mio libretto universitario
- un pacco di Cruschetti dell’IN’s
- una clessidra che quando la rigiri torni indietro nel tempo
- una Reflex digitale da 10 megapixel - una Nikon D40X è sufficiente - con un paio di obiettivi, diciamo un 50mm e un 135mm, toh…
- un tè nel Gran Bazar di Istanbul, e magari un pezzetto di luna sul Bosforo (vedi anche: dal Bosforo d'argento fino a Izmir/ bevo rakja rakja vieni/ a consolarmi dalla pena e dal dolor)
- la litografia Bond of Union di Escher
- il costume originale del Piccolo Principe, identico a quello visto nell’Espai Shop del Teatro Liceu di Barcellona
- Gael Garcìa Bernal












