E’ che non riesco a prendere nulla con leggerezza. E’ che niente mi riesce semplice, da un po’ di tempo a questa parte. E’ che quando qualcosa mi riesce semplice la attribuisco al famigerato Fattore C che Prodi – dicono – possiede in abbondanza.
Ma è anche che io, sì, adoro essere fortunata in amore, ma un po’ di sano e orgoglioso (Culo) non mi farebbe male, ogni tanto. Giusto ogni tanto, per carità. Ma non perdiamoci, dunque, dicevo. La leggerezza.
Non è che disprezzi coloro che la vita la prendono come viene, e le giornate possono essere grigie, azzurre, col sole o con la pioggia, e a loro va bene uguale, ma io sono abituata a vedere il bicchiere tutto pieno o tutto vuoto. Le mezze misure mi vanno di traverso. E sarà che questo è decisamente un periodo di “mezzo”, di quelli tiepidi e color pastello, con le famose Cose Belle e le altrettanto famigerate Cose Brutte, così insostenibilmente mischiate e intrecciate che è quasi impossibile slegarle. Ma insomma, ho la nausea. Fino al cervello. Ho la nausea di questo continuo altalenare, di questi indecifrabili stati d’animo, di queste indecisioni imbarazzanti.
Comunque.
Sono tornata.
E quel che è peggio: sono tornata carica di buoni propositi.
Settembre per me è tempo di migrare, con la fantasia, lontano lontano, nel tempo e nello spazio.
Così ad ottobre, quando i voli pindarici mi scaraventano sulle mattonelle scrostate del mio appartamentino studentesco, sono già inevitabilmente depressa.
A parte le Cose Belle, ovviamente, che non sto qua ad elencare perché sono abbastanza scaltra da aver intuito che non si tratta di materia da blog. Oh, no.
Però, quasi quasi ve lo dico.
Ho fatto un’incursione-sorpresa a casa dei miei, dopo cinque ore di treno, un’ora e mezza di attesa della coincidenza (coincidenza???) e un’altra ora buona di viaggio.
Ho regalato a mio padre l’ultimo cd di quel diavolo di un Gilmour, che ovviamente lui aveva già da un pezzo masterizzato, ma fa nulla.
Ho fatto finta di ascoltare mia mamma che si preoccupava di quanto “sono sciupata”.
Ho inventato nuovi esercizi di training autogeno, mentre scoprivo che mia sorella ha trasformato uno dei miei top preferiti, nemmeno tre mesi di vita, in una gonna in stile retrò (!!!).
Ho sopportato gli sfottò di mio fratello sulla pizza ai pomodorini, niente a che vedere con la sua prosciutto e funghi. Ma perché, poi?
E, alla fine, non ho resistito. L’ho letto e l’ho fatto anch’io. Il test del cervello rosa. Tu scegli tra le immagini, e lui ti disegna il tuo profilo.
Con risultati sorprendenti! Talmente sorprendenti che da bella copiona ve li propongo qui di seguito. Mi ha detto:
You’re a girl. (E fin qua…)
You're twenty-something. (Ok.)
When it comes to politics, you're liberal. (Ok.)
You attended college. (Ok. Sgrunt.)
You'd prefer having a boyfriend. (Non ci sono dubbi.)
You'd choose boxers. (No comment...)
You exercise regularly. (Maddeché!)
You're a night person. (Bravo, ma non era difficile, su.)
Your desk is a complete mess right now. (Comincio ad avere paura.)
You're not very religious (Chissà perché, tutti pensano il contrario.)
You're the kind of person who thinks first and acts later. (Di solito non riesco a fare né l’una né l’altra cosa)
You feel drained by meeting lots of new people. (K.O. Abbandono il campo)
E mentre leggo Dave Eggers, che tra l’altro, devo dire per amor di cronaca, visto dal vivo è proprio un gran figo, penso che se mi iniettassi solo un grammo della sua leggerezza, le ore scorrerebbero senza fare troppo baccano.